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Furto aggravato in concorso è l’accusa mossa dai carabinieri di Via Adua a un 45enne e un 20enne di Reggio Emilia

Si sono ritrovati unitamente alla vittima nell’area relax di una palestra del capoluogo reggiano e ignari che la zona fosse munita del sistema di videosorveglianza da clienti della palestra si sono improvvisati ladri derubando un 25enne di Reggio Emilia. La loro congiunta azione delittuosa che gli ha visti rubare un costoso smartphone è stata però immortalata dal sistema d videosorveglianza della palestra le cui immagini visionate dai carabinieri della stazione di Via Adua, a cui la vittima ha sporto denuncia, incrociate con i nominativi degli accessi all’area relax nell’ora del furto ha permesso ai militari della stazione di Reggio Emilia Santa Croce di individuare i ladri che vistisi scoperti hanno anticipato l’esito della perquisizione, che sarebbe stata fatta nelle rispettive abitazioni, rintracciando la vittima a cui hanno restituito lo smartphone che gli avevano rubato. Con l’accusa di furto aggravato in concorso i carabinieri della stazione di Reggio Emilia Santa Croce hanno denunciato alla Procura reggiana un 45enne ed un 20enne, entrambi incensurati e residenti a Reggio Emilia. E’ stato il derubato, un 25enne reggiano, a presentarsi alla caserma dei carabinieri di via Adua denunciando il furto del suo smartphone, del valore di 500 euro, che ignoti ladri gli avevano asportato dall’area relax di una palestra di Reggio Emilia. Ricevuta la denuncia i militari avvivano le indagini e, grazie anche alla collaborazione dei titolari della palestra, trovavano i primi elementi visionando il sistema di videosorveglianza installata all’interno dell’area relax. Le immagini rilevavano due clienti intenti a parlare con la vittima per poi approfittando di un momento di distrazione rubargli lo smartphone che aveva lasciato all’interno di un beauty case. Le immagini incrociate con i nominativi degli accessi alla spa portavano a dare un nome e un cognome ai due ladri. Convocati in caserma i due, probabilmente compresi i motivi della convocazione, anticipavano le risultanze investigative non solo ammettendo le loro responsabilità ma anche restituendo lo smartphone al derubato. I due venivano quindi denunciati con l’’accusa di concorso in furto aggravato.


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