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Questa mattina a Milano è stato fermato il figlio e fratello delle vittime. Solomon Nyantakyi, 21enne

Una donna di 43 anni e la figlia di 11 sono state trovate senza vita verso le 21 di ieri nel loro appartamento al sesto piano di un palazzo al civico 21 nel quartiere San Leonardo, nei pressi della stazione ferroviaria di Parma. Questa mattina a Milano è stato fermato il figlio e fratello delle vittime. Solomon Nyantakyi, 21 anni, sospettato del duplice omicidio – della madre, Nfum Patience, di 43 anni e della sorellina di 11, Magdalene – uccise da diversi fendenti al corpo, in particolare alla schiena, inferti con un coltello e forse anche da una mannaia, era ricercato da ieri sera. A ritrovare i corpi è stato il primogenito della donna, Raymond, di 25 anni, che aveva fatto ritorno a casa dopo la giornata di lavoro. Gli inquirenti hanno concentrato l’attenzione su Solomon, ex calciatore del Parma, visto che di lui non si avevano più notizie. E’ arrivato invece nel primo pomeriggi, partito da Londra, dove si è trasferito per lavoro da circa un mese e mezzo, Fred Nyantakyi, padre dei tre ragazzi e marito della donna uccisa. Dopo essere stato dipendente per 15 anni di una azienda di prodotti gastronomici del Parmense, l’uomo ha deciso di tentare la fortuna nella capitale britannica e non aveva nascosto il desiderio di poter trasferire tutta la famiglia. Solomon Nyantakyi è stato rintracciato e fermato dalla polizia a Milano, in stazione, dopo che gli agenti della polfer emiliana lo avevano riconosciuto nelle immagini della videosorveglianza, mentre saliva su un treno. Così hanno avvertito i colleghi lombari. Interrogato, il giovane ha confessato il duplice delitto.

 

“Sono senza parole: Solomon era un ragazzo pacifico e molto taciturno, non avrebbe mai fatto male a una mosca. Ma ha sofferto di depressione”. Lo racconta Cristiano Lucarelli, ex attaccante del Livorno e della nazionale, che allenò Solomon Nyantakyi nelle giovanili del Parma. “Dal suo comportamento estroverso nelle giovanili del Parma si vedeva che aveva dei problemi – aggiunge Cristiano Lucarelli – Però mai, mai, mai l’ho visto alzare la voce, litigare con qualcuno, avere una reazione scomposta. Era ipereducato. Ora sono scosso, davvero ha confessato? Era esattamente quel tipo di ragazzo dal quale non ti aspetteresti mai una cosa del genere”. Lucarelli non sa se negli anni passati Solomon Nyantiakyi era in cura da uno psicologo, ma sottolinea di aver provato “ad aiutarlo” per la sua depressione.


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