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Lo “show” quando andava a firmare in caserma: il giudice inasprisce la misura e lo colloca ai domiciliari

In attesa di processo per il reato di resistenza a pubblico ufficiale, beneficava dell’obbligo di presentazione, ma quando si presentava in caserma non appariva certo ravveduto. Minacce di morte e offese rivolte ai Carabinieri del paese ma anche danni alla caserma sono state le circostanze che hanno indotto il Giudice, accogliendo le richieste dei Carabinieri di Correggio, a inasprire il beneficio dell’obbligo di presentazione alla P.G. tramutandolo negli arresti domiciliari cui ora il 43enne partenopeo residente a Correggio è stato sottoposto. Per l’uomo oltre all’inasprimento della misura cautelare anche nuovi guai giudiziari in quanto è stato denunciato dai Carabinieri di Correggio alla Procura reggiana per i reati di minaccia ed oltraggio a pubblico ufficiale e danneggiamento aggravato. Il primo “show” del 43enne lo scorso mese di febbraio quanto presentatosi in caserma per firmare senza alcun apparente motivo mentre si trovava in sala d’attesa proferiva offese ai Carabinieri presenti minacciandoli esplicitamente di morte anche in presenza della moglie. Dopo essere riusciti a calmarlo i Carabinieri lo denunciavano rilasciandolo. L’altra sera l’uomo si presentava in caserma ed inviato dal militare di servizio ad aver un atteggiamento più consono (all’ingresso aveva spintonato due stranieri che stavano uscendo dalla caserma) inveiva contro il militare minacciandolo di morte per poi all’arrivo del comandante strappare i diffusori audio della sala d’attesa e lanciarli al Maresciallo. Quindi usciva spezzando il braccio meccanico del cancello automatico pedonale. I Carabinieri oltre a denunciare l’uomo relazionavano il GIP del Tribunale di Reggio Emilia, che aveva concesso la misura dell’obbligo di presentazione alla P.G. per altro reato analogo comunque a quelli per i quali i militari hanno proceduto. Il magistrato concordando con le richieste dei Carabinieri e ritenendo grave la condotta dell’uomo inaspriva la misura disponendo per il 43enne gli arresti domiciliari dove veniva ristretto dai Carabinieri di Correggio che davano esecuzione alla misura.


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