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A dirlo è il report annuale di Arpae, pubblicato proprio nel giorno di avvio delle misure emergenziali per abbassare l’inquinamento

Proprio nel giorno in cui hanno preso il via le misure emergenziali per limitare l’inquinamento, in seguito a 3 sforamenti consecutivi di PM10 registrate dalle centraline sparse sulle strade della nostra città, arriva il rapporto annuale di Arpae che analizza proprio la qualità dell’aria. Ed è sorprendente, o quantomeno non in linea con il comune pensare: nel 2018 abbiamo respirato meglio rispetto all’anno precedente. Il report parla infatti di una diminuzione di “tutti gli inquinanti, con concentrazioni tra le più basse degli ultimi dieci anni per le polveri. Nell’anno appena trascorso – spiega in una nota l’agenzia regionale per l’ambiente – solo 7 stazioni su 44 hanno superato il valore limite giornaliero di Pm 10 (pari a 50 microgrammi per metrocubo) per oltre 35 giorni (numero massimo di superamenti annuali definito dalla norma), contro le 27 nel 2017”. E tra le stazioni che hanno captato eccessive polveri sottili, Bologna non c’è. Il rapporto di Arpae parla di un “netto miglioramento della situazione rispetto al 2017, grazie anche alle condizioni meteo climatiche favorevoli alla dispersione degli inquinanti e dunque alla diminuzione della percentuale di giorni favorevoli all’accumulo di Pm 10, risultata tra le più basse degli ultimi cinque anni (53% contro il 67% del 2017)”. Meno positivi i dati che riguardano le concentrazioni di ozono: “Nel periodo estivo, da aprile a settembre, l’ozono ha superato il valore obiettivo a lungo termine per la protezione della salute in 25 stazioni su 29 – si legge nel report -, dato che conferma che la quasi totalità delle stazioni ha oltrepassato i 25 superamenti, il massimo consentito, nella media sugli ultimi tre anni del valore obiettivo”


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