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Sindaci emiliano-romagnoli in ordine sparso dopo il passo indietro della Regione sul divieto alla circolazione nei centri urbani per i Diesel Euro 4. Muzzarelli contrario, e con lui Federico Pizzarotti, mentre il centrodestra va all’attacco

Motiva così il dietrofront sui Diesel Euro4, Bonaccini: assurdo correre da soli contro tutti in un bacino che per scelta – sin dall’introduzione del nuovo PAIR – dovrebbe agire insieme al fine di migliorare la qualità dell’aria in Pianura Padana, senza contare il raro voto contrario di Sinistra Italiana in consiglio regionale. Lunedì viale Aldo Moro ha fatto retromarcia sui Diesel Euro 4 restituendo loro il permesso di circolare nei centri urbani, cancellando il divieto; e provando a investire risorse in nuovi strumenti compensativi.

Soldi che adesso tutti i sindaci chiedono anche al Governo per migliorare la vivibilità del territorio. Per primo Virginio Merola, che dopo aver difeso il passo indietro (sottolineando che quello di ammettere un errore è un gesto raro in politica) reclama ora le risorse per gli incentivi alla sostituzione delle vecchie auto. Ma il fronte dei primi cittadini non è compatto: a Modena Gian Carlo Muzzarelli rimpiange che non si sia mantenuta la linea dura sul divieto ai diesel inquinanti; e gli fa eco da Parma Federico Pizzarotti, che quasi militarmente proclama “non si deve indietreggiare di un solo passo”.
Di diverso avviso le voci di centrodestra del territorio. Andrea Galli di Forza Italia va all’attacco, descrivendo quella della giunta Bonaccini come “una figuraccia” e chiedendo adesso di togliere anche un altro divieto: quello di utilizzare stufe e camini già esistenti per riscaldamento domestico anche nei giorni di blocco previsti nel PAIR, imponendo invece i vincoli solo agli apparati di nuova installazione.


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