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Riconciliazione e perdono ieri nella pieve di San Valentino a Castellarano: Meris Corghi, la figlia del comandante partigiano che nel 1945 uccise a Palagano il 14enne Rolando Rivi, ha abbracciato i parenti del giovane seminarista

Il suo cognome l’ha ripetuto più volte, perchè lei – ha detto – è solo una figlia. Meris è la figlia di un padre che la faceva ruotare sulle punte, da piccola, “come una ballerina”, ha ricordato dall’altare della Pieve di San Valentino di Castellarano. Lei non era nata, il 13 aprile 1945, quando il partigiano Giuseppe Corghi, assieme al compagno Delciso Rioli, sequestrò, torturò e uccise, in un bosco in zona Palagano, nel modenese, il 14enne seminarista reggiano Rolando Rivi, ritenuto spia dei fasciti. Non c’era, ma da quando c’è stata l’assassinio di Rolando l’ha segnata forse al pari dei parenti del 14enne, portandola sino a qui. E’ stato il giorno della messa per il 73esimo anniversario del martirio del beato; è stato il giorno però, soprattutto, della riconciliazione tra due famiglie.
Oltre 70 anni diventano un attimo, l’attimo dell’abbraccio tra tre donne: Meris, Rosanna sorella di Rolando, e Maria, la cognata del beato.
‘Il Signore ha saputo farsi spazio nei cuori delle persone e arrivare a questo miracolo – le parole del vescovo di Reggio Massimo Camisasca, che ha celebrato la messa e ha ricordato gli undici preti della diocesi reggiana uccisi fra il ’44 e il ’46 – Possa questo luogo, che da oggi porterà ufficialmente il nome del Beato Rolando Rivi, essere occasione di miracoli sempre più grandi’, ha detto, intitolando la pieve al seminarista.


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