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Gli eletti dell’assamblea legislativa di viale Aldo Moro hanno infatti pubblicato i rendiconti delle spese elettorali e i loro redditi. Due particolari classifiche che ripercorriamo in questo servizio

E’ la legge 43 del 1995 a prevedere che entro tre mesi dalle elezioni, i consiglieri debbano trasmettere i propri rendiconti. Ecco quindi quanto è costata ai candidati alle regionali dello scorso novembre la campagna con cui sono riusciti a far parte dell’assemblea di viale Aldo Moro. A spendere di più è stato Galeazzo Bignami di Forza Italia che ha sborsato 43 mila euro, di cui solo 6500 sono contributi esterni. Lo segue Tommaso Foti di Fratelli d’ Italia, che di tasca sua ha messo 37 mila 600 euro, e sul terzo gradino del podio c’è la Pd Paola Gazzolo, assessore alla Protezione Civile.  In quinta posizione c’è la presidente dell’Assemblea legislativa Simonetta Saliera, la più votata della tornata elettorale, che a fronte del successo ha investito quasi 30 mila euro. A chiudere la top ten c’è il presidente della Regione Stefano Bonaccini, che per la sua campagna elettorale ha speso 18 mila euro, ma ne ha incassti circa cento mila , un quinto grazie alle cene di autofinanziamento e il resto dalle donazioni. I soldi che non ha speso sono stati versati al Pd regionale. Hanno sborsato di meno i suoi avversari alla carica di governatore: Alan Fabbri si assesta a quota 46 mila e Giulia Gibertoni a quota 13 mila. E la candidata 5 stelle, con 2500 euro complessivi, è in fondo anche nell’altra classifica, quella relativa ai redditi dei consiglieri. In testa, c’è PierGiovanni Alleva dell’Altra Emilia Romagna, che con oltre 197 mila euro stacca notevolemente Enrico Aimi di Forza Italia, fermo, si fa per dire, a 142 mila. L’assessore Pd Palma Costi è terza, la Saliera quinta e Bonaccini nono.


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