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L’Isis tenta l’arruolamento sul web, dove sono attivi in questa direzione anche molti giovani laureati

Un centinaio di jihadisti che vivono regolarmente in Italia e puntano ad accreditarsi di fronte ad Al Qaeda e Isis aprendo blog e gruppi social. Di questi una decina sono donne, età media fra i 20 e i 35 anni ,anche laureati. È questo l’identikit stilato dall’intelligence che ha rafforzato i controlli dopo i tragici fatti di Parigi anche in Emilia Romagna. Del resto solo lo scorso 19 dicembre aveva fatto scalpare la notizia di una presenta cellula jihadista nella provincia di Modena. Sotto i riflettori era finito un 39enne di Mirandola ritenuto vicino a più gruppi terroristici. Ma nel nostro Paese l’identikit jihadista ha tanti nomi e poche certezze. L’intelligence è focalizzata su una lista di cento nomi, in maggioranza magrebini di seconda generazione già inseriti nel contesto italiano, residenti anche nella nostra regione. In tutto questo traffico gli ambienti di alcune moschee sembrano aver perso la loro peculiarità ormai da tempo anche se continuano anche nella nostra provincia le proteste ove esistenti o dove, come a Castelfranco, si pensi di costruirla. Al di là delle cellule radicate in Italia, il nostro territorio è considerato anche il trampolino di lancio per tutti gli aspiranti jihadisti, un luogo dove nascondersi. Il Ministro Alfano rassicura: “L’italia non è esposta a forme di rischio terroristico di matrice islamica. Dossier sarebbero però stati aperti in tutta italia e mai come nel 2014 sono state dispiegate attività di vigilanza e intelligence.


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