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Per bancarotta e distrazione di beni. Si tratta del filone d’indagine riguardante il tesoretto nascosto prima del default Parmalat e portato alla luce da Report

Patteggerà otto mesi di carcere Calisto Tanzi, l’ex patron Parmalat che oggi doveva comparire davanti al Gup del tribunale di Parma per rispondere di bancarotta e distrazione di beni al fallimento del suo gruppo industriale. Il patteggiamento verrà ratificato il prossimo 27 marzo. La sua posizione è stata stralciata dai procedimenti relativi alla bancarotta del Parma calcio, legata al filone di indagine principale sul crac del 2003, dal procedimento relativo all’Hellas Verona, che vede imputato anche l’ex presidente Gianbattista Pastorello. Tanzi patteggerà quattro degli otto mesi concordati per le distrazioni di beni avvenute prima del crac Parmalat.

 

Si tratta del filone d’indagine riguardante il tesoretto in opere d’arte che Tanzi aveva nascosto prima del default Parmalat e che la trasmissione Rai “Report” aveva portato alla luce in un servizio del 2009. La procura di Parma aveva in seguito recuperato più di un centinaio di opere d’arte, nascoste in casa del genero e in altri luoghi ritenuti sicuri. Ligabue, Manet, Kandinskij, Picasso, Van Gogh erano le ‘firme’ più note di una collezione che comprende gran parte degli artisti del XIX e XX secolo.

 

Stefano Tanzi, figlio di Calisto, patteggerà sempre il 27 marzo due mesi per il suo coinvolgimento nella bancarotta del Parma calcio. Gianbattista Pastorello ha chiesto e ottenuto la celebrazione di un incidente probatorio che avrà ad oggetto le dichiarazioni rilasciate da Calisto Tanzi e dall’ex tesoriere di Parmalat Franco Gorreri all’epoca delle indagini sul crac da 14 miliardi di euro. L’incidente probatorio si terrà il 30 gennaio 2014.

 

 

 


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