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La Virtus chiude 3 a 0 la serie con Ravenna, ribaltando gara3 nel secondo tempo e conquistando l’accesso alla finale

Paura, poca, e delirio a Forlì. La terza mandata la Virtus l’ha tolta con un’estrema sintesi del suo dominio attuale. Di nuovo in volo, dopo essere scivolata sul -10, in una serata che sembrava stregata dalla voglia ravennate di tenerla viva, e dal momentaneo 1/15 da tre, all’apparenza stavolta troppo. All’intervallo, quando solo un monumentale Lawson reggeva l’impatto con punti e rimbalzi, si cominciava a pensare che tre in fila fossero troppe da inanellare, e che forse il week end sarebbe stato ancora da passare sul pezzo. E invece, al rientro, è un altro dominio bianconero. Ancora Lawson, e soprattutto Ndoja, due traccianti quelli dell’albanese, che sbloccano i bianconeri dall’arco e mentalmente. La difesa soffoca Tambone e compagni, gli lascia la miseria di 12 punti a quarto negli ultimi due, in cui la Segafredo invece ne segna 26 ogni 10’, uno in più di quelli messi insieme al 20 esimo. E’ il segnale di una forza definitiva, inarrestabile, almeno per Ravenna. Lawson 27 punti e Il resto è brivido, una Forlì bianconera, 2 mila cuori pulsanti, insieme a tutti quelli a casa. L’urlo finale per la finale. E una storia da riscrivere. Il calendario ora dice domenica, attesa snervante ma anche dolce. Ma che potrebbe protrarsi se, come possibile, se non probabile, con le forze dell’ordine impegnate per assicurare lo svolgimento del G7 ambiente, e le contestazioni già annunciate, slittasse di qualche giorno gara1 per ragioni di ordine pubblico. Si valuterà in queste ore


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