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Nella serata di ieri è stata siglata un’ipotesi d’accordo tra Direzione del Teatro Comunale e sindacati

“Il ratto dal serraglio di Mozart” andrà in scena regolarmente. Nella serata di ieri è stata siglata un’ipotesi d’accordo tra Direzione del Teatro Comunale e sindacati, bonificando di fatto una situazione che andava avanti da un anno, in merito a una trentina di esuberi tra i lavoratori del teatro di Largo Respighi. Decisivo, economicamente, è l’intervento di Comune e Regione.
Un risparmio sul personale pari a 900.000 euro, ”in cambio” di un taglio di almeno 750.000 euro sui costi di produzione del Teatro e sulle consulenze così come della presa d’atto, tra l’altro, di una raccomandazione precisa: anche il sovrintendente e il direttore generale si riducano lo stipendio. I licenziamenti “coatti” sono spariti dal tavolo, ma bisognerà verificare il rispetto dei patti ogni tre mesi e su questo anche Comune e Regione dovranno vigilare. D’ora in poi, in ogni caso, la leva dei costi del lavoro non potrà più essere usata in caso di nuove sforbiciate ministeriali. È questa l”essenza dell”ipotesi di accordo tra direzione e sindacati (Fistel-Cisl, Slc-Cgil, Uilcom-Uil, Fials-Cisal). Se dal bilancio 2016 la Fondazione ha accumulato un disavanzo stimato via via tra quota 1,5 e due milioni, la nuova sofferta ipotesi di accordo (dovrà essere votata in assemblea dai dipendenti) consente di risparmiare sulla carta 1,65 milioni di euro. A patto che da Comune e Regione continuino ad arrivare gli attesi contributi, ciò dovrebbe bastare per portare a casa il piano di risanamento fino al 2018 e, magari, un giorno ripartire con “la ricostruzione della pianta organica del Teatro dopo anni di sacrifici”, come incalzano già i rappresentanti dei lavoratori.


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