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La proroga al pagamento della Tasi concessa dal Comune di Bologna ha dato un po’ di respiro ai contribuenti. La confusione sulle scadenze però permane, anche perché la situazione è disomogenea sul territorio provinciale. E il rischio sanzioni è dietro l’angolo

La scadenza del 16 giugno è stata prorogata in diversi comuni tra cui Bologna, ma sulla Tasi continua a imperversare la confusione più totale. Tra deliberazioni avvenute o mancate, scadenze rinviate a luglio oppure a ottobre, e sovrapposizioni con altre tasse dal nome simile, come la Tari, il povero contribuente è stato messo a dir poco a dura prova. Lo sanno bene i Caaf e i patronati che, in questi giorni, sono stati sommersi dalle richieste di informazioni e consulenze. Ma se a Bologna il termine per il pagamento è slittato a luglio, in altri comuni come per esempio Casalecchio sul Reno, Sasso Marconi, Zola Pedrosa, Monte San Pietro, Ozzano dell’Emilia, Loiano e Monzuno, la scadenza del 16 è stata invece rispettata.

 
I ritardatari dovranno rassegnarsi a pagare una sanzione, la cui entità sarà direttamente proporzionale alla durata dell’inadempienza: Se il versamento avviene entro 14 giorni dalla scadenza, insieme con la Tasi bisognerà pagare una maggiorazione pari allo 0,2% per ogni giorno di ritardo (fino a un massimo del 2,8%) e interessi dello 0,003% per cento al giorno. Chi impiegherà un mese per mettersi in regola oltre all’imposta verserà una multa pari al 3% più i soliti interessi. Infine, chi si metterà in regola entro un anno avrà una multa del 3,75% e gli interessi.


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