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E’ durato fino a tarda sera l’incontro di ieri al Ministero del Lavoro che avrebbe dovuto far luce sul futuro di Industria italiana autobus, ma che si è chiuso con un nulla di fatto

“Un incontro fallimentare”, dice la Fiom. “Una proposta aleatoria sul versante del piano industriale”, rincara l’assessore regionale alle Attività Produttive, Palma Costi. Quello che è certo è che il vertice al ministero del Lavoro per la riattivazione della cassa integrazione per i dipendenti di Industria italiana autobus si è chiuso ieri sera, dopo una lunga discussione, con un nulla di fatto. Per la ex BredamenariniBus, ora Industria Italiana Autobus “resta una forte sofferenza finanziaria” e ora “serve un impegno immediato del Governo” perché “non agire è da irresponsabili”, continua Costi. “La proposta fatta dall’azienda – afferma l’assessore regionale – rimane ancora molto aleatoria sul versante del piano industriale. Abbiamo appreso che saranno necessari alcuni mesi per predisporlo. Un periodo che dovrebbe permettere anche un cambio societario”. Il tutto, osserva Costi, “mentre l’azienda rimane in una situazione di forte sofferenza finanziaria e l’azione impostata dalla Regione Emilia-Romagna mi pare essere l’unica concreta operazione, la sola che finora ha permesso l’ingresso in azienda di risorse, grazie allo sforzo del sistema regionale delle aziende di trasporto pubblico locale, soldi utilizzati per pagare gli stipendi dei lavoratori di Bologna. Da parte mia, ritengo che l’impegno che aveva previsto il Governo per il salvataggio e il rilancio di Industria Italiana Autobus debba essere immediato. Ormai- conclude Costi- è chiaro che un ulteriore allungamento dei tempi sarebbe da irresponsabili”. Da parte sua, il sindacato ha chiesto “la convocazione urgente di un tavolo al ministero dello Sviluppo economico per la presentazione del piano industriale per il rilancio degli stabilimenti di Flumeri e di Bologna e per avere chiarimenti sull’assetto societario. L’ipotesi alla quale, secondo quanto comunicato al tavolo, si starebbe lavorando – prosegue la Fiom – è l’ingresso di Invitalia, la progressiva riduzione delle quote societarie dell’azienda turca Karsan e la permanenza di Leonardo


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