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Ha fatto clamore la storia di Maurizio Landi, licenziato da un ristorante francese per essersi anche rifiutato di cucinare lo spaghetto alla bolognese

I francesi che s’incazzano per Bartali, come cantava Paolo Conte, la testata di Zidane, lo sgarbo di Macron a Fincantieri, e adesso anche il licenziamento per la pasta cotta al dente. Francia-Italia, derby eterno, si gioca spesso in cucina. La storia è di questi giorni: Maurizio Landi, 56 enne cuoco bolognese, racconta di aver perso il posto in Francia perché la sua cottura della pasta, al dente da manuale, non piaceva agli abituali clienti del ristorante dove lavorava. L’altra pietra dello scandalo è stato il rifiuto a proporre il famigerato spaghetto alla bolognese, che tanti detestano e boicottano, e qualcuno invece cerca di cavalcare vista la grande richiesta straniera. Ma lui dalla tagliatella non si muove. Per molti, non solo a Bologna, è diventato un eroe difensore dell’orgoglio nazionale. Qualcun altro invece lo critica per poca elasticità. Lui intanto è già ripartito nel Beaujolais, la regione che lo ospita e in cui ha già trovato un altro posto dove proporre il suo cavallo di battaglia, le tagliatelle al gambuccio.

 


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