in:

La Questura ha inviato una lunga e dettagliata nota nella quale sono sottolineate alcune incongruenze. A cominciare dal fatto che Salvini sia arrivato a Bologna per visitare il campo rom di via Erbosa senza la scorta

All’indomani degli scontri tra alcuni ragazzi dei centri sociali bolognesi e il leader della Lega Nord, Matteo Salvini, a finire sotto accusa è la gestione dell’ordine pubblico. Tanto che, per rispondere alle richieste di spiegazione sull’aggressione, ritenuta “inqualificabile”, e per ricostruire i fatti, la Questura ha inviato una lunga e dettagliata nota nella quale sono sottolineate alcune incongruenze. A cominciare dal fatto che Salvini sia arrivato a Bologna per visitare il campo rom di via Erbosa senza la scorta. “Mentre i manifestanti dei centri sociali si erano radunati nei pressi del campo nomadi di via Erbosa – si legge – gli uffici della Questura di Bologna avevano preso contatti con la tutela del segretario della Lega Nord, Matteo Salvini, al fine di ottenere utili informazioni sugli spostamenti dello stesso; si apprendeva così che l’esponente politico si era recato nel capoluogo emiliano senza scorta”. Altro nodo, gli spostamenti del leader del Carroccio e gli orari di arrivo: la consigliera comunale del Carroccio Lucia Borgonzoni, “da giorni in contatto con la Digos bolognese” si legge ancora nella nota, ha assicurato “che avrebbe comunicato tempestivamente l’arrivo al casello autostradale di Bologna del segretario della Lega, al fine di consentire la predisposizione dei necessari servizi di tutela”. Successivamente, alle 11, è arrivata la notizia che Salvini “sarebbe arrivato in ritardo a causa del traffico autostradale”. Soltanto cinquanta minuti dopo si è appreso però che il segretario leghista era giunto nel parcheggio dell’Hyppobingo che dista più di un chilometro dall’ingresso al campo. A quel punto, precisa la Questura, gli è stato detto che, per evitare incidenti, era necessario entrare nel campo scortato dal reparto mobile e dalla Digos”. Pochi minuti dopo la Borgonzoni per telefono racconta l’aggressione, e la Questura viene a sapere che sul posto c’erano giornalisti e fotografi convocati in quel parcheggio per un incontro con la stampa, che era avvenuto nei minuti precedenti all’incursione”. Le indagini immediate della Digos “hanno consentito di individuare alcuni responsabili dell’aggressione”. Gli autori dei reati perpetrati, assicura la questura, saranno denunciati alla locale Procura della Repubblica”.

 

“Simili episodi di violenza succedono solo nei paesi incivili”. Alan Fabbri, candidato alla presidenza della Regione per il centrodestra, commenta così l’aggressione di via Erbosa: c’era anche lui, infatti, a bordo dell’auto del leader del Carroccio Matteo Salvini colpita da alcuni esponenti dei centri sociali. “Fatti assurdi che vogliono spaventarci”, ha detto Fabbri, ma che non fermeranno la sua campagna elettorale. Al suo concorrente, Stefano Bonaccini che gli ha espresso solidarietà, il sindaco di Bondeno replica con un “grazie” e con una precisazione: “La nostra visita al campo rom non era una provocazione – ha dichiarato in risposta al candidato del centrosinistra – ma una manifestazione democratica autorizzata”.

 

La Questura di Bologna ha offerto una ricostruzione a cui occorre affidarsi e di cui bisogna fidarsi, non ho nulla da aggiungere”. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, in merito all’aggressione subita ieri dall’eurodeputato Matteo Salvini a Bologna e alle spiegazioni richieste dalla Lega al Viminale sull’accaduto.

 

 


Riproduzione riservata © 2018 TRC